Oggi vi raccontiamo la storia degli gnocchi del Carnevale di Verona, dandovi anche la vera ricetta della tradizione, con la pastissada o stracotto di cavallo.

Papà del Gnoco è la più famosa maschera del Carnevale di Verona. Le sue fattezze sono molto simili a quelle del nostro Babbo Natale. E’ un uomo anziano, con le guance rosse e con una lunga barba bianca, vestito di broccato nocciola e mantello, con una tuba rossa a cui sono attaccati dei sonagli. E che si muove su una mula e ha in mano una grande forchetta come scettro, a cui è infilato un grande gnocco e che distribuisce con i suoi servitori i “macaroni e i gobeti” gnocchi ai grandi e caramelle ai bambini.


Il suo nome proviene dalla parola “Papus”, ossia mangiare ed è il principale protagonista di uno dei carnevali più antichi di Italia: il Carnevale di Verona, con più di 400 anni di storia.

Re del Bacanal del Gnoco o conosciuto anche come, “Funzione dei Gnocchi” o “Festa dell’Abbondanza”, Papà del gnoco nell’ultimo Venerdì di Carnevale distribuisce in piazza a tutti gli abitanti di San Zeno gnocchi al pomodoro, conditi con la pastissada veronese, un condimento fatto con carne di cavallo o stracotto di cavallo.

Papà del Gnoco viene eletto tra i cittadini di Verona e chiunque può candidarsi ad essere votato, in cambio, ad elezione avvenuta riceverà una porzione di gnocchi del Carnevale.

Gli gnocchi del Carnevale di Verona hanno una storia antichissima. Si narra che, tra il 1520 e il 1531, a causa di un’inondazione del fiume Adige e delle scorrerie dei lanzichenecchi, Verona soffrì una terribile carestia. Il 18 giugno 1531 la popolazione, affamata e disperata, andò ad assaltare i forni di San Zeno per far provviste di grano e di pane. La situazione fu salvata da parte del Podestà e di alcuni cittadini che provvidero a loro spese di rifornire i cittadini più poveri della contrada di viveri.

La tradizione di distribuire gnocchi nell’ultimo venerdì Carnevale vede in Tommaso Da Vico il fondatore del Bacanale del Gnocco, avendo distribuito a sue spese tra la popolazione viveri di prima necessità, come pane, vino e formaggio e soprattutto gnocchi, non di patate ma di farina e acqua alla maniera dei canederli.

Da quel momento in poi a Verona nel periodo del Canevale si mangiano i tradizionali gnocchi con pastissada, che un tempo venivano serviti sulla pietra del gnocco, ancora ben visibile davanti al sagrato della Basilica di San Zeno, nell’ultimo venerdì di Carnevale.

 

Preparazione degli gnocchi del Carnevale di Verona

Ingredienti degli gnocchi del Carnevale di Verona: un chilo di patate – un uovo – 300 grammi di farina – sale

 

  1. Lavate delle patate a pasta farinosa e cuocetele in abbondante acqua salata. Privatele della buccia, passatele nello schiaccia patate e amalgamatele con la farina passata al setaccio, l’uovo e il sale.
  2. Spolverizzate bene il piano di lavora con della farina per evitare che l’impasto si attacchi e lavorate il composto fino a quando sarà bello morbido.
  3. Ricavate dall’impasto degli gnocchi dei filoncini dello spessore di un dito e tagliateli poi in piccoli pezzi da 3 cm ciascuno. Passate gli gnocchi freschi su una grattugia o sui rebbi di una forchetta, esercitando una leggera pressione con le dita sullo gnocco, per attenere quella caratteristica rigatura in superficie, che gli permetterà di assorbire meglio il sugo di condimento prescelto.
  4. Intanto, mettete a bollire in una casseruola dell’acqua salata e buttatevi dentro gli gnocchi, raccogliendoli con una apposita schiumarola non appena saliranno in superficie.

 

Vi ricordiamo che gli gnocchi del Carnevale di Verona possono essere conditi a vostro piacimento con carne trita e pomodoro, con del gorgonzola fuso, con burro fuso e salvia con una spolverata di parmigiano, con un semplice sughetto al pomodoro ma che la tradizione veronese prevede di condire questi gnocchi con la pastissàda, una condimento a base di carne di cavallo.

Gnocchi del Carnevale di Verona