Oggi cullurielli o cuddrurieddri alla calabrese. I cullurielli, conosciuti anche con il nome di cuddrurieddri, sono ciambelle di pasta lievitata fritta, preparata con acqua e farina, a cui i più aggiungono anche delle patate, per rendere l’impasto ancora più soffice.

I cullurielli calabresi sono una variante delle più note crespelle, e proprio come quest’ultime sono immancabili nel giorno dell’Immacolata – ossia l’8 dicembre – che alla Vigilia di Natale.

Alla versione salata ne esiste anche una dolce, dove i cullurielli o cuddrurieddri appena fritti, vengono passati nella zucchero semolato.

Tipici della zona di Cosenza e provincia, i cullurielli calabresi hanno la forma di una corona, cosa che anticamente tornava molto utile ai pastori o ai viandanti per infilarli nel bastone o nel braccio e portarli comodamente con sé nei loro lunghi spostamenti.

Il termine “cuddura”, infatti, da cui deriva la forma cosentina dialettale cuddrurieddri, viene dal greco antico κολλύρα (kollura), che significa appunto corona.

Preparazione dei cullurielli o cuddrurieddri calabresi

Ingredienti per 25 cullurielli o cuturieddri: 1040 grammi di farina 00’ – 13 grammi di lievito di birra a cubetto – 450 ml di acqua – 300 grammi di patate – 15 grammi di sale – un litro e mezzo di olio di semi di mais

Per la versione dolce: 200 grammi di zucchero semolato in aggiunta.


  1. Lavate le patate sotto l’acqua corrente e poi cuocetele in abbondante acqua.
  2. Una volta cotte, pelate le patate, passandole poi allo schiacciapatate.
  3. Fate freddare le patate schiacciate.
  4. Nel frattempo, procuratevi un recipiente abbastanza grande e mettetevi al suo interno un chilo di farina, così da formare la classica fontana di farina con il buco al centro.
  5. Mettete all’interno della fontana di farina le patate schiacciate, il lievito, sciolto precedentemente in un poco di acqua, un cucchiaino di zucchero e il sale.
  6. Cominciate a mescolare tutti gli ingredienti tra loro, unendo un po’ alla volta l’acqua, senza smettere di impastare.
  7. Otterrete così un panetto, né troppo molle né troppo duro, che metterete a riposare in una ciotola infarinata, praticandovi sopra un taglio a forma di croce.
  8. Ricoprite il recipiente con l’impasto con un canovaccio bagnato e strizzato accuratamente, per poi avvolgere il tutto in una coperta.
  9. Fate riposare l’impasto così sistemato in un luogo caldo e asciutto per 2 ore circa, affinchè possa lievitare e raddoppiare il suo volume.
  10. Prelevate con le mani dei pezzi di impasto e formatevi delle palline, come si doveste fare delle polpette, più grandi del solito.
  11. Per favorire una maggiore lievitazione, potete sistemare le palline di impasto su una teglia da forno ricoperta con un foglio di carta da forno infarinata e farle lievitare coperte con un canovaccio asciutto per altre 3 ore nel forno chiuso.
  12. Procuratevi ora una capiente padella dai bordi alti e mettetevi al suo interno abbondante olio di semi di mais.
  13. Quando l’olio sarà caldo, fate friggere al suo interno i cullurielli, facendo un buco al centro a ciascuna pallina di impasto, in modo tale di avere delle ciambelle.
  14. I cullurielli o cuddrurieddri calabresi andranno fritti in olio bollente due o tre alla volta, pochi minuti per lato. Il tempo necessario per divenire dorati.
  15. Quando saranno pronti, prelevate i cullurielli con un mestolo forato, in modo da farli scolare dall’olio in eccesso e metteteli poco per volta su un piatto da portata sul quale avrete posizionato dei fogli di carta assorbente.
  16. Potete mangiare i cullurielli o cuddrurieddri alla calabrese sia così – nella versione salata classica – o se preferite in versione dolce, passandoli dopo la loro frittura in 200 grammi di zucchero semolato, posto un piatto piano.

Stampa la ricetta