Il fegato fritto nella “rete” ( o vannarella dalle mie parti 🙂 ) è un piatto semplice e di umile origine e si preparava – e si prepara tutt’oggi – in Calabria nel periodo in cui si uccidevano i maiali. Per cucinarlo bene procuratevi del fegato di maiale fresco (meglio quello dal colorito più scuro, più morbido e non dal retrogusto amarognolo), della rete di maiale (l’omento, in sostanza), qualche foglia di alloro e alcuni steli di origano essiccato per richiudere la rete intorno al fegato tagliato a tocchetti.

La ricetta del fegato di maiale fritto con la rete alla calabrese

Ingredienti per 4 persone: Un chilo di fegato di maiale tagliato a pezzi – rete di maiale – steli di origano secchi o stuzzicadenti – olio di semi – una foglia di alloro – sale.

Mettete in una padella abbondante olio di semi e, successivamente, ponete intorno ai singoli pezzi di fegato di maiale una striscia di rete, per poi fissare il tutto con gli steli dell’origano o più semplicemente (in loro mancanza) con degli stuzzicadenti (anche se il loro sapore e odore non saranno di certo gli stessi!). Salate i pezzi di fegato di maiale da entrambi i lati e fateli friggere bene, ricordandovi di mettere in padella anche la foglia d’alloro. Ogni tanto durante la cottura bagnate con un mestolo di acqua. Quando l’acqua sarà evaporata e saranno trascorsi 30 minuti e la rete si sarà quasi sciolta, il fegato di maiale fritto con la rete sarà pronto da gustare.


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